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Google con sfondo nero: Blackle
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Qualche mese dopo la provocazione lanciata da EcoIron, blog dedicato all’analisi e studio della sostenibilità delle tecnologie IT, nasce Blackle (www.blackle.com), motore di ricerca con sfondo tutto nero, le cui SERP sono quelle di Google.com.
Il gestore del suddetto blog, Mark Ontkush, afferma che "le ricerche effettuate su Google ogni giorno sono 200 milioni, ipotizzando che la pagina del motore di ricerca e i risultati della serp vengano visualizzati per circa 10 secondi vuol dire che il bianco sfondo viene visualizzato per la durata di circa 550 ore giornaliere. Una pagina composta prevalentemente da pixel bianchi consuma 74 watt mentre una con pixel neri 54 watt. Il risparmio energetico accumulato dal passaggio dal consumo di una pagina bianca a una pagina nera può fare davvero la differenza".
Secondo questi calcoli il risparmio equivarrebbe a qualcosa come 750MWh all’anno. Quindi Blackle, realizzato dalla società austrialiana Heap Media, rappresenterebbe una risposta per consumare meno energia? Su Corriere.it si può leggere che: "A mettere però in discussione l’operazione nel suo complesso è stato un articolo del Wall Street Journal che ha dimostrato la quasi inutilità degli sfondi neri. I dati del Dipartimento di Energia e i calcoli di Onktush sono corretti ma non corrispondono alla dotazione hardware di oggi. Il risparmio dal bianco al nero si ha solo se si utilizzano i vecchi monitor, quelli col tubo catodico o Ctr, per i nuovi sottili e riposanti Lcd a cristalli liquidi i calcoli non tornano. Il giornalista del Wall Stree Journal ha infatti verificato l’attendibilità dei calcoli teorici e, affidandosi sempre al Dipertimento per l’Energia ha scoperto che per i monitor a cristalli liquidi i colori dello sfondo non fanno quasi alcuna differenza. E considerando che i monitor Lcd rappresentano ormai i tre quarti degli schermi in circolazione, l’iniziativa di Blackle rimare meritevole solo in termini di principio, come ammette lo stesso fondatore di Heap Media, sollecitato a commentare i dati energetici sui nuovi monitor: «Anche se il risparmio è inferiore alle attese l’atteggiamento è corretto, è dalle piccole attenzioni quotidiane che si deve iniziare». L’aspetto positivo della parziale smentita è che potremo fare a meno di rovinarci gli occhi a leggere testi bianchi su sfondi neri, non proprio l’ideale per la vista."
Tips: blackle, risparmio energetico, ecoiron
posted by Luca Propato
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30/07/2007
| Categoria:
Motori di Ricerca
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Splogs, lo spamming che viaggia sul blog
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Qualche giorno fa ho letto che, secondo uno studio della Microsoft, Blogspot (la piattaforma di Google che fornisce blog gratuiti) sarebbe costituito per il 75% da splogs (spamming blogs).
Il fenomeno non riguarda di certo solo i blog di Google, bensì tutti i coloro che offrono questi servizi.
Lo posso confermare personalmente: purtroppo è una pratica assai diffusa. Da quando abbiamo lanciato, pochi mesi fa, il servizio per offrire blog gratuiti, le iscrizioni "spammose" risultano pari almeno alla metà del totale! Anche se, stando alle suddette percentuali, dovremmo dichiararci fortunati!
Lo spam legato ai servizi gratuiti è una pratica che esiste ormai da anni, sin da quando è nato il PageRank™ di Google e non è circoscritto ai blog, ma anche ai free hosting. Lo scopo é evidente: incrementare la link popularity di siti web.
Maggiori dettagli su seroundtable.com, dove c'è anche il documento relativo alla ricerca (.pdf).
Tips: splogs, spam, blogspot, blogger, google, pagerank, microsoft
posted by Luca Propato
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31/03/2007
| Categoria:
Blog
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Il mare in Abruzzo? Per Italia.it non esiste...
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Segnalo un articolo del sempre puntuale ed interessante PrimaDanoi.it, quotidiano online dedicato alla mia regione, l' Abruzzo, che avanza un'importante questione relativa al criticato portale Italia.it.
"Il fantastico ed imperscrutabile mondo del marketing territoriale abruzzese l'ha fatta di nuovo grossa. Già, perché il più "prestigioso" sito di turismo Italia.it realizzato dal Governo, costato 45 milioni di euro (pieno di falle scoperte dagli internauti e spesso inaccessibile) si dimentica di dire che in Abruzzo si può venire a fare una vacanza al mare, distesi sulle nostre spiagge. Meno male che il nostro assessore regionale al Turismo, Enrico Paolini, è coordinatore nazionale degli assessori per il turismo e ha partecipato in maniera molto attiva alla nascita di questo oggetto non bene identificato…. E qualcuno voleva farci credere che con la sua presenza nel mondo istituzionale "che conta" l'Abruzzo ne avrebbe avuto un ritorno di immagine. E’ questa una mancanza gravissima, una svista grossolana e umiliante per gli abruzzesi, certo, ma soprattutto per gli italiani costretti a pagare un simile frutto dell’ingegno e della cooperazione una cifra spropositata. Qualcuno aveva anche tentato di farci credere, lo scorso settembre, con la conferenza nazionale del turismo a Montesilvano, che l'Abruzzo mare-monti-collina fosse ad una svolta: ospiti "prestigiosi", la stampa importante e internazionale, ministri, viceministri. Tutti lì a sfilare sorridenti vicino ai politici locali. Ma sorge una domanda: i turisti, questi sconosciuti, dove sono? Come faranno ad arrivare qui? Verrebbe da dire ai corregionali che magari sono saltati sulla sedia: “Sorridete, siete in Abruzzo” anche se non è propriamente uno scherzo di cattivo gusto. E menomale che lo stesso assessore Paolini pochi mesi fa, in piena bufera ritardo per la presentazione del mega portale, aveva detto: «Puntare sulla qualità: ecco la strada del rilancio». Ma forse anche la quantità di notizie non andava proprio trascurata. Fatto sta che se un turista straniero va su www.italia.it non arriverà mai in Abruzzo, almeno non per le vacanze estive.
Perché nella sezione "ricerca", un tedesco, uno scandinavo, un cinese, che decidesse di cercare una spiaggia non avrebbe nessuna indicazione di questa regione. ( GUARDA ci vuole un pò di tempo per caricare la pagina). Ma il lato sconcertante è un altro. Che l'Abruzzo affacci sul mare si vede a colpo d'occhio, ci mancherebbe altro. Ma il simbolino "I" che segnala la meta che vale la pena di visitare ci sta ben lontana. Che fine fanno le spiagge di Ortona, San Salvo, Vasto, San Vito Chietino, Roseto, Silvi che si spacciano sempre come fiore all'occhiello della regione? Che fine fanno, soprattutto le richieste e i mille messaggi di aiuto della categoria dei balneatori che spesso (e forse a ragione) chiedono alle amministrazioni locali un supporto? Altro che erosione delle coste, qui hanno fatto sparire chilometri e chilometri di spiaggia e di mare... E se vale il detto "mal comune mezzo gaudio", forse possiamo tranquillizzarci perché la stessa sorte è toccata anche alle Marche, al Molise e alla Liguria. Quest'ultima avrebbe anche deciso di denunciare il sito per danno di immagine ( leggi), ma qui in Abruzzo probabilmente non se ne sono accorti. Svegliateli, perché l'estate è alle porte...".
Continua la lettura direttamente sulla fonte
Tips: abruzzo, marketing territoriale
posted by Luca Propato
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26/03/2007
| Categoria:
ADVistamenti
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Osservazioni sulla notifica di lettura email
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Girando per la rete ho letto questo post di Gianni Amato, dal titolo "Notifica lettura e-mail, fa parte del galateo?", nel quale egli pone alcune questioni sulla notifica di lettura email definendola tra l'altro un "servizio superfluo, insidioso e fastidioso per chi lo riceve, se esistesse un galateo della posta elettronica lo posizionerei al primo posto". Ho preso spunto da quanto scritto per esprimere anche il mio punto di vista, essendo un tema importante per chi, come me, scrive e riceve personalmente decine di email al giorno.
Non sono molto d'accordo con quanto scritto da Amato, perchè, soprattutto chi usa le email per motivi di lavoro come me, necessita spesso della certezza della ricezione/lettura delle stesse e può evitare, eventualmente, di dover anche telefonare al destinatario (doppio lavoro che può capitare di dover fare). Purtroppo può accadere, a clienti (soprattutto quelli meno esperti), partners o collaboratori, per disattenzione, fretta o inesperienza, di cestinare le email prima ancora che possa comparire la richiesta di conferma di lettura. Oppure di cliccare NO per errore. Succede poco per fortuna, ma succede!
Mi sono spesso posto il problema se, a chi invio la email, possa dare fastidio o meno quella finestrella che si apre con la fatidica domanda "Inviare una conferma?". Il dubbio è legittimo, ma capita anche che la gente per pigrizia non scriva nemmeno un banale "Ho ricevuto il tuo messaggio". E come posso essere sicuro che è stata presa visione di quanto ho scritto, soprattutto quando non è richiesta una risposta precisa o immediata? E' vero anche che è possibile cliccare su NO per evitare l'invio della conferma di ricezione (come faccio io quando ricevo email da sconosciuti o da spammer rompip... vari), ma se mi scrive una persona che conosco (soprattutto per lavoro) tengo a fargli sapere che ho volontariamente cliccato sul SI e che pertanto ho preso visione del suo messaggio.
E' ovvio che questo è solo il mio punto di vista, contestualizzato all'interno di un'ottica lavorativa.
Tips: email, e-mail, notifica, notifica lettura, netiquette, galateo online
posted by Luca Propato
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28/02/2007
| Categoria:
Comunicazione Online
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Italia.it, posso solo dirti in bocca al lupo!
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Eviterò di dilungarmi a scrivere che 45 milioni di Euro di nostre tasse sono secondo me eccessivi, eviterò anche di dire che questo portale non è assolutamente "search engine friendly", ed infine non scriverò del fatto che non ancora ho capito bene a cosa (e se) serve a qualcosa questo sito.
Ma non posso tenere ferme le mie dita su questa tastiera per affermare che per entrarci, in questo sito, occorre prendersi due caffè (per la lentezza), poi una camomilla per calmarsi di fronte al fatto che ci sono due (dico due) inutili pagine intro, ed infine imbottirsi di "intelligentina" (parlo per me) perchè ieri sera sono stato oltre 10 secondi (ipnotizzato da quell'inutile orologio gigante) nella seconda pagina introduttiva a cercare di capire dove cliccare per entrare (finalmente) nel (vero) sito... solo dopo questo interminabile lasso di tempo ho capito che dovevo cliccare sul link in basso "Italiano". Poca attenzione all'usabilità, o semplicemente sonno (la prima visita l'ho fatta ieri a mezzanotte)?
E sapete che non funziona con FireFox???
Aggiornamento: hanno eliminato una delle pagine intro, ed ora funziona anche con Firefox... che tutto questo chiasso su blog e siti vari abbia fatto arrivare una bella tiratina di orecchie a qualcuno? Meglio così, significa che il popolo della rete sa farsi sentire! ;-)
Tips: italia.it, usabilita, portale, 45 milioni
posted by Luca Propato
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23/02/2007
| Categoria:
ADVistamenti
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Bill Gates limita l'uso del PC ai figli. Da vero esperto di comunicazione!
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In questi ultimi giorni, su varie testate giornalistiche online si sta dando molto risalto al fatto che Bill Gates abbia deciso di limitare l'uso del PC e della XBOX ai figli Jennifer di 10 anni e Rory di 8, permettendone l'uso per solo 45 minuti al giorno (60 nei giorni festivi). Il limite, però, può essere superato nel caso in cui sia la scuola ad assegnare precisi compiti da eseguire tramite l'utilizzo del computer.
Più che un bravo padre (non nego che lo possa essere davvero), direi che è il solito geniaccio della comunicazione e del marketing, perchè è capace di far pubblicità ai suoi softwares anche quando si tratta della sua famiglia.
Infatti nel nuovo ''Svista'' (scusate, non riesco proprio a fare a meno di storpiare il nome) è integrata una funzione di ''parental control'' utile ai genitori per controllare quali siti Internet i figli visitino e con chi chattino.
E quale migliore momento di questo per far sapere a tutto l'universo conosciuto che i figli del buon Bill hanno una regolamentazione per l'uso del PC?
Tips: bill gates, windows, vista, computer, xbox, parental control
posted by Luca Propato
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22/02/2007
| Categoria:
Strategie
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L'Italia del turismo ha un nuovo logo
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Presentato oggi a Palazzo Chigi, dal premier Romano Prodi e dal Vicepremier e Ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli, un nuovo marchio per l'Italia al fine di un rilancio del Paese all'estero dal punto di vista dell'immagine.
 Il logo "è composto dalle lettere 'it' disegnate con una curva morbida, che evoca movimento, flessibilità e fantasia. La 'i', di colore nero, nel carattere richiama il mondo classico e la tradizione italiana. E' sovrastata da un punto di colore rosso. La 't' è verde, per rafforzare l'immagine di un Paese ricco dal punto di vista naturalistico e, al tempo stesso, completare il tricolore, rendendo inequivocabile il riferimento all'Italia. Il carattere usato per le altre lettere della parola 'Italia' esprime modernità. Il fondo del logo è completamente bianco. Sotto al marchio c'è la scritta:''L'Italia lascia il segno''.
La realizzazione è stata affidata all'agenzia Landor Associates, che ha vinto il concorso indetto con un annuncio sulla Gazzetta Ufficiale, al quale si sono presentate circa una settantina di altre società.
La creazione di questo nuovo marchio rientra tra le strategie per il riposizionamento dell'Italia tra i grandi leader del mercato mondiale del turismo, in cui la competizione è sempre più agguerrita perchè gli interessi in gioco diventano maggiori anno dopo anno.
Tips: logo italia, turismo italia, immagine italia
posted by Luca Propato
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21/02/2007
| Categoria:
ADVistamenti
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Google sarebbe potuto nascere in Italia?
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Su Business Online, Giorgio Soffiato risponde così a questa domanda '' No. La risposta è categorica, almeno dal mio punto di vista...'' ed anche dal mio! Proprio qualche giorno fa mi è stata chiesta la stessa cosa dall'amministratore di un'azienda partner e ciò che ho risposto è molto vicino a quanto descritto nell'articolo suddetto.
Di seguito riporto l'articolo in questione.
''... Google è un business che è cresciuto in maniera atipica e in Italia si sarebbe fermato forse prima di nascere.
Prendiamo due studenti di dottorato italiani che lavorano alle nuove tecnologie ed hanno una grande idea: un motore di ricerca. Il massimo che possono fare con il loro assegno di ricerca da 1000 euro al mese è creare un po’ di slide in power point ed ipotizzare un modello di business, mostrandolo a chi? Ad un’azienda? Un docente? Entrambi chiederebbero “bella idea ma.. come si fanno i soldi?”
Ovviamente la triste fine di questa idea è la cartella “progetti” del portatile di uno dei due ragazzi, contenuta nella sottocartella “varie” della cartella “2003”. Farà piacere sapere che Larry Page e Sergej Brin ottennero 1.000.000 di dollari da alcuni angel investors senza avere un modello di business e, non contenti, un anno dopo ne ottennero 25.000.000 da due venture capitalist piuttosto fiduciosi.
Quale circolo virtuoso ha permesso questo? Stanford ha fornito contatti tramite il proprio ufficio brevetti, amici parenti e piccoli investitori hanno fornito il milione, col milione Page e Brin hanno comprato computer e scritto software in quantità e di qualità tali da convincere due società di primo piano nel venture capital a finanziare i loro progetti.
La bravura dei due ragazzi è assoluta e giù tutti i cappelli di fronte al business dei business. E’ bello però riflettere assieme su una cosa: in Italia qualcuno avrebbe davvero messo 25 milioni di euro su un’azienda per la quale i creatori erano ancora alla ricerca del modello di business?
Io credo di no, chi è in Italia l’operatore più indicato al ruolo di venture capitalist? Le banche? Finanziamo le tue idee! Certo, ma a google sono serviti 25 milioni di euro per dare vita ad un modello sostenibile e all’inizio ingenti perdite hanno abbattuto le speranze dei due matematici terribili.
Cosa serve dunque per avere un google italiano? Credo che la creatività e le menti non manchino anche se va detto che è stato proprio l’obiettivo di cambiare la ricerca (e non quello di fare i soldi con la ricerca) a fare grande google, i matematici infatti di solito cercano di risolvere problemi, gli economisti provano a fare i soldi, Larry Page e Sergej Brin hanno fatto i soldi dopo aver risolto un problema; anche ammettendo menti di questo tipo in Italia servirebbero finanziatori in grado di credere pesantemente in un progetto, integrazione del finanziamento con gli atenei e rete di contatti per avere accesso alle persone giuste. Se a Stanford basta un’idea per avere la parola e un’idea messa in pratica anche se ancora “grezza” per avere 25 milioni di dollari, è possibile che a Venezia (o Milano o Napoli) serva un modello di business collaudato che ha già fatto parlare di sé solo per avere udienza da un possibile finanziatore il quale, tipicamente italiano, si approprierà immediatamente del 50% della società imponendo i propri dettami di gestione e togliendo la creatività iniziale, facendo quindi collassare il progetto...''
Fonte: Business Online
Tips: larry page, sergej brin, google, modello di business
posted by Luca Propato
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20/02/2007
| Categoria:
ADVistamenti
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