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Siamo in grado di attrarre i clienti?

“Quelli che cercano i clienti Vs quelli che li attraggono”, questo è il titolo di un recente video di Marco Montemagno.

Il concetto, all’apparenza, è molto chiaro. Come metterlo in pratica e far si che i clienti vengano da noi per scelta spontanea è qualcosa di più complesso, ma una volta realizzato può dare molte soddisfazioni.

Cerchiamo di fare un pò di chiarezza: prendiamo il classico barbiere con il suo bel negozietto nella periferia di Roma e cerchiamo di capire come intende sponsorizzare la sua realtà professionale. Quarant’enne medio, moglie e due figli quasi adolescenti, mutuo di casa, affitto del negozio, rate della macchina e utenze da pagare a fine mese, compresi gli abbonamenti a SKY e Spotify. Il mestiere l’ha imparato duramente sul campo e questo fa di lui un professionista serio ed affidabile, che in Italia, solo in Italia, significa stare in negozio dalle 10 alle 12 ore al giorno, pausa pranzo inclusa (sul rapporto orario di lavoro/produttività in Italia rimando ai prossimi articoli).

Per acquisire clienti sceglie di affidarsi alla classica serie di infinite promozioni su taglio, barba e prodotti vari, meglio se reclamizzati con volantini appiccicati ai parabrezza delle auto in sosta nei parcheggi del più vicino centro commerciale, oppure infilati a forza nelle cassette della posta già intasate di bollette e un’altra dozzina di volantini: del gommista, del supermercato, del parrucchiere, del negozio di condizionatori, ecc.

Il risultato sarà pari allo zero assoluto! I clienti non entreranno da quella porta e lo sconforto si impossesserà del nostro barbiere. Ma ecco pronta l’idea rivoluzionaria del cugino dello zio della sorella della cognata del suo migliore amico, insomma quello che smanetta bene con Facebook: il social di Mark Zuckerberg gli corre in soccorso. Ma come non pensarci prima!

Instagram è subito scartato perché “quello è per i ragazzini mica per i clienti miei!”, come se il taglio dei capelli fosse prerogativa esclusiva degli adulti. Ma bando alle ciance, in un paio di giorni la pagina Facebook ha le vele spiegate nel mare social. Il logo lo disegna la figlia della sorella della zia del nipote di suo cugino, che fa il liceo artistico ed è brava a disegnare. I testi dei post li scrive la moglie, che è pur sempre diplomata al liceo classico. Dopo aver pubblicato quattro o cinque post con le solite offerte e aver chiesto a tutti gli amici di mettere il “mi piace” il gioco è fatto, bisogna solo aspettare che la gente arrivi a fiumi.

Ma dopo un pò ci si accorge che di questi fiumi non c’è nemmeno l’ombra, neanche dopo aver speso le classiche cento euro in post sponsorizzati. Forse qualcosina non è andata proprio come prevedeva il malcapitato barbiere, che nel frattempo non si da pace dietro la montagna di spese a cui deve far fronte ogni fine mese.

Personalmente non credo si possa diventare un bravo barbiere comprando un paio di forbici e guardando due video su YouTube. Così come non credo ci si possa trasformare dall’oggi al domani in un mentore del marketing e della comunicazione. Non è sufficiente  aprire una pagina Facebook e scarabocchiare un disegno, facendolo passare come un logo aziendale, per avviare e consolidare il business di un’attività commerciale.

Dietro la frase “I clienti non si cercano, si attraggono” ci sono duri anni di studio e di applicazione, ci sono strategie marketing e contenuti comunicativi che formano il bagaglio di competenze di chi fornisce un servizio serio e costante, tracciando una strada che conduce i clienti fino al negozio del nostro bravo barbiere, che alla fine si sorprenderà a benedire i soldi spesi per l’agenzia di comunicazione.

Marco Conflitti

Mi occupo da vent'anni di comunicazione, digital e marketing. Faccio consulenze alle aziende, personal brand e startup. Puoi acquistare su Amazon.it il mio manuale "Comunicando Facile"

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