Advertising Online, Internet Marketing

ADVistamenti

Il rischio dei sistemi automatizzati per il pay per click...
Questa mattina ho letto un post abbastanza curioso sul blog di Federico Calore, che segnala una svista eclatante da parte di Ebay e l'utilizzo del Google AdWords Dynamic Keyword Insertion, cioè il sistema che automaticamente pubblica l'annuncio di AdWords inserendo come titolo la parola chiave cercata dall'utente (maggiori informazioni le trovate su seobook.com).
Questo è di certo un ottimo mezzo per incrementare il "click through" dell'annuncio pubblicitario, in quanto l'utente medio clicca più spesso laddove trova l'esatta corrispondenza della sua ricerca, ma bisogna prestare attenzione per non incorrere in situazioni imbarazzanti come quella che vado ad esporre di seguito.
 
Condanna a morte su EbaySu alcune pagine web, è possibile "beccare" annunci AdSense dove è scritto che ci sono "tante offerte imperdibili" legate alla condanna a morte (???), ma non solo, "a marzo vinci favolosi premi"! Lo staff di Ebay che si occupa del web marketing avrà evidentemente collegato il titolo dell’annuncio ad alcune keywords utilizzando il criterio della corrispondenza estesa (termini affini e sinonimi). Non è carino mettere all'asta una condanna a morte! :-)
 
E non finisce qui: su Google stesso, cercando la stessa frase, compare il titolo medesimo e la frase "Fumetti introvabili all'asta. Compra e vendi in totale sicurezza!". Completamente fuori tema.

posted by Luca Propato | 07/04/2006 | Categoria: ADVistamenti | Comment (0)
Campioni del Mondo 2006! Grande Italia!
Poche parole per esprimere la gioia di questo evento!
 
CAMPIONI DEL MONDO!!!!
CAMPIONI DEL MONDO!!!!
CAMPIONI DEL MONDO!!!!
CAMPIONI DEL MONDO!!!!
 
Italia Campione del Mondo per la 4^ volta!

posted by Luca Propato | 10/07/2006 | Categoria: ADVistamenti | Comment (0)
Mentos e Coca Cola... esplosive!
Non oso pensare cosa accadrebbe se qualcuno dopo avere bevuto una Coca-Cola, ingerisse una Mentos!!!
 
"Avete mai provato a mettere una «Mentos» in una bottiglia di «Diet-coke»?
Se volete sapere che cosa succede provate a guardare uno dei moltissimi video che stanno impazzando sul web a proposito di quello che è ormai noto come il «fenomeno Mentos».
E in ogni caso...mettetevi un grembiule. la faccenda è molto più spettacolare di quello che ci si può ottenere aprendo una bottiglia di champagne dopo averla energicamente agitata." Ulteriori informazioni su Corriere.it.
 
E di seguito uno dei tanti video che girano in rete.
 
 
L'origine di questa serie di video mi pare si sia ormai persa, però maliziosamente verrebbe da pensare che le due aziende protagoniste abbiano volontariamente sviluppato questa idea così... virale.

Tips: mentos, coca cola

posted by Luca Propato | 14/07/2006 | Categoria: ADVistamenti | Comment (0)
Oltre 100 milioni di siti web: il nuovo record di Internet

101,4 milioni di siti web: questo è il numero indicato dall'istituto inglese di ricerca NetCraft all'inizio di Novembre 2006. Internet si espande molto più di qualsiasi ottimistica previsione. Basta pensare che i siti aperti nel corso del 2006 sono stati il doppio rispetto allo scorso 2005, quasi 27 milioni contro 15.

NetCraft è attivo dal 1995, ed allora, quando vennero fatte le prime stime, i siti web erano 18mila. Dopo 10 anni circa, nel 2004 si è arrivati a quota 50 milioni, e dopo solo due anni la cifra si è praticamente raddoppiata.

Secondo l'analisi della società britannica, l'incremento da record è riconducibile a due categorie prima di tutto, cioè i blogger e le piccole imprese. Soprattutto quest'ultime si rendono sempre più conto che mancare dalla grande Rete è un'occasione persa, e pertanto prendono in considerazione di possedere un sito web, anche per presentare un minimo catalogo prodotti e relativi prezzi.

Per quanto riguarda i blogger, addirittura vi sono alcuni che aprono più diari. Infatti ne aprono uno, poi dopo qualche settimana si stancano e ne aprono un altro sotto un altro nome e casomai relativo ad un altro argomento.

Alla luce soprattutto di questa ultima considerazione, i dati di NetCraft possono essere interessanti, ma non offrono la reale "consistenza" dei 100 milioni di siti online: diversi saranno sicuramente abbandonati, obsoleti, o nati semplicemente per fini di spamming.

L'Istituto Netcraft indica come siti attivi solo il 50% di quelli esistenti, nonostante ciò si tratta sempre di numeri notevoli e che pongono l'attenzione sull'importanza dei motori di ricerca che ci devono aiutare a trovare ciò che cerchiamo in un vero e proprio oceano di siti web, più o meno utili, più o meno interessanti.

Tra le curiosità, spicca il fatto che 50 milioni di siti (tra spazi gratuiti ed a pagamento) sono "nati" negli Stati Uniti. Inoltre, l'istituto tiene anche traccia delle piattaforme software utilizzate per i siti web: dai dati risultano ancora al primo posto per diffusione i sistemi Linux/Unix, a cui sono affidati il 61,04 per cento dei siti attivi. Segue Windows con il 32,32 per cento. Gli altri sistemi hanno percentuali insignificanti.

Tutti gli ulteriori dettagli sono reperibili al seguente indirizzo:
http://news.netcraft.com/archives/2006/11/01/november_2006_web_server_survey.html.

Tips: siti web, internet

posted by Luca Propato | 05/11/2006 | Categoria: ADVistamenti | Comment (0)
Auguri per un 2007 ricco di successi e di felicità!
Auguri a tutti per un Buon 2007, affinchè possa riservare a tutti Voi tanta felicità e successo personale e professionale!

posted by Luca Propato | 01/01/2007 | Categoria: ADVistamenti | Comment (0)
Google sarebbe potuto nascere in Italia?
Su Business Online, Giorgio Soffiato risponde così a questa domanda ''No. La risposta è categorica, almeno dal mio punto di vista...'' ed anche dal mio! Proprio qualche giorno fa mi è stata chiesta la stessa cosa dall'amministratore di un'azienda partner e ciò che ho risposto è molto vicino a quanto descritto nell'articolo suddetto.
 
Di seguito riporto l'articolo in questione.
 
''... Google è un business che è cresciuto in maniera atipica e in Italia si sarebbe fermato forse prima di nascere.
 
Prendiamo due studenti di dottorato italiani che lavorano alle nuove tecnologie ed hanno una grande idea: un motore di ricerca. Il massimo che possono fare con il loro assegno di ricerca da 1000 euro al mese è creare un po’ di slide in power point ed ipotizzare un modello di business, mostrandolo a chi? Ad un’azienda? Un docente? Entrambi chiederebbero “bella idea ma.. come si fanno i soldi?”
 
Ovviamente la triste fine di questa idea è la cartella “progetti” del portatile di uno dei due ragazzi, contenuta nella sottocartella “varie” della cartella “2003”. Farà piacere sapere che Larry Page e Sergej Brin ottennero 1.000.000 di dollari da alcuni angel investors senza avere un modello di business e, non contenti, un anno dopo ne ottennero 25.000.000 da due venture capitalist piuttosto fiduciosi.
 
Quale circolo virtuoso ha permesso questo? Stanford ha fornito contatti tramite il proprio ufficio brevetti, amici parenti e piccoli investitori hanno fornito il milione, col milione Page e Brin hanno comprato computer e scritto software in quantità e di qualità tali da convincere due società di primo piano nel venture capital a finanziare i loro progetti.
 
La bravura dei due ragazzi è assoluta e giù tutti i cappelli di fronte al business dei business. E’ bello però riflettere assieme su una cosa: in Italia qualcuno avrebbe davvero messo 25 milioni di euro su un’azienda per la quale i creatori erano ancora alla ricerca del modello di business?
 
Io credo di no, chi è in Italia l’operatore più indicato al ruolo di venture capitalist? Le banche? Finanziamo le tue idee! Certo, ma a google sono serviti 25 milioni di euro per dare vita ad un modello sostenibile e all’inizio ingenti perdite hanno abbattuto le speranze dei due matematici terribili.
 
Cosa serve dunque per avere un google italiano? Credo che la creatività e le menti non manchino anche se va detto che è stato proprio l’obiettivo di cambiare la ricerca (e non quello di fare i soldi con la ricerca) a fare grande google, i matematici infatti di solito cercano di risolvere problemi, gli economisti provano a fare i soldi, Larry Page e Sergej Brin hanno fatto i soldi dopo aver risolto un problema; anche ammettendo menti di questo tipo in Italia servirebbero finanziatori in grado di credere pesantemente in un progetto, integrazione del finanziamento con gli atenei e rete di contatti per avere accesso alle persone giuste. Se a Stanford basta un’idea per avere la parola e un’idea messa in pratica anche se ancora “grezza” per avere 25 milioni di dollari, è possibile che a Venezia (o Milano o Napoli) serva un modello di business collaudato che ha già fatto parlare di sé solo per avere udienza da un possibile finanziatore il quale, tipicamente italiano, si approprierà immediatamente del 50% della società imponendo i propri dettami di gestione e togliendo la creatività iniziale, facendo quindi collassare il progetto...''
 
Fonte: Business Online

Tips: larry page, sergej brin, google, modello di business

posted by Luca Propato | 20/02/2007 | Categoria: ADVistamenti | Comment (0)
L'Italia del turismo ha un nuovo logo
Presentato oggi a Palazzo Chigi, dal premier Romano Prodi e dal Vicepremier e Ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli, un nuovo marchio per l'Italia al fine di un rilancio del Paese all'estero dal punto di vista dell'immagine.
 
Il logo "è composto dalle lettere 'it' disegnate con una curva morbida, che evoca movimento, flessibilità e fantasia. La 'i', di colore nero, nel carattere richiama il mondo classico e la tradizione italiana. E' sovrastata da un punto di colore rosso. La 't' è verde, per rafforzare l'immagine di un Paese ricco dal punto di vista naturalistico e, al tempo stesso, completare il tricolore, rendendo inequivocabile il riferimento all'Italia. Il carattere usato per le altre lettere della parola 'Italia' esprime modernità. Il fondo del logo è completamente bianco. Sotto al marchio c'è la scritta:''L'Italia lascia il segno''.
 
La realizzazione è stata affidata all'agenzia Landor Associates, che ha vinto il concorso indetto con un annuncio sulla Gazzetta Ufficiale, al quale si sono presentate circa una settantina di altre società.
 
La creazione di questo nuovo marchio rientra tra le strategie per il riposizionamento dell'Italia tra i grandi leader del mercato mondiale del turismo, in cui la competizione è sempre più agguerrita perchè gli interessi in gioco diventano maggiori anno dopo anno.

Tips: logo italia, turismo italia, immagine italia

posted by Luca Propato | 21/02/2007 | Categoria: ADVistamenti | Comment (2)
Italia.it, posso solo dirti in bocca al lupo!

Eviterò di dilungarmi a scrivere che 45 milioni di Euro di nostre tasse sono secondo me eccessivi, eviterò anche di dire che questo portale non è assolutamente "search engine friendly", ed infine non scriverò del fatto che non ancora ho capito bene a cosa (e se) serve a qualcosa questo sito.

Ma non posso tenere ferme le mie dita su questa tastiera per affermare che per entrarci, in questo sito, occorre prendersi due caffè (per la lentezza), poi una camomilla per calmarsi di fronte al fatto che ci sono due (dico due) inutili pagine intro, ed infine imbottirsi di "intelligentina" (parlo per me) perchè ieri sera sono stato oltre 10 secondi (ipnotizzato da quell'inutile orologio gigante) nella seconda pagina introduttiva a cercare di capire dove cliccare per entrare (finalmente) nel (vero) sito... solo dopo questo interminabile lasso di tempo ho capito che dovevo cliccare sul link in basso "Italiano". Poca attenzione all'usabilità, o semplicemente sonno (la prima visita l'ho fatta ieri a mezzanotte)?

E sapete che non funziona con FireFox???
 
Altre info sono qui.
 
Aggiornamento: hanno eliminato una delle pagine intro, ed ora funziona anche con Firefox... che tutto questo chiasso su blog e siti vari abbia fatto arrivare una bella tiratina di orecchie a qualcuno? Meglio così, significa che il popolo della rete sa farsi sentire! ;-)

Tips: italia.it, usabilita, portale, 45 milioni

posted by Luca Propato | 23/02/2007 | Categoria: ADVistamenti | Comment (1)
Il mare in Abruzzo? Per Italia.it non esiste...
Segnalo un articolo del sempre puntuale ed interessante PrimaDanoi.it, quotidiano online dedicato alla mia regione, l'Abruzzo, che avanza un'importante questione relativa al criticato portale Italia.it.
 
"Il fantastico ed imperscrutabile mondo del marketing territoriale abruzzese l'ha fatta di nuovo grossa. Già, perché il più "prestigioso" sito di turismo Italia.it realizzato dal Governo, costato 45 milioni di euro (pieno di falle scoperte dagli internauti e spesso inaccessibile) si dimentica di dire che in Abruzzo si può venire a fare una vacanza al mare, distesi sulle nostre spiagge.
Meno male che il nostro assessore regionale al Turismo, Enrico Paolini, è coordinatore nazionale degli assessori per il turismo e ha partecipato in maniera molto attiva alla nascita di questo oggetto non bene identificato….
E qualcuno voleva farci credere che con la sua presenza nel mondo istituzionale "che conta" l'Abruzzo ne avrebbe avuto un ritorno di immagine.
E’ questa una mancanza gravissima, una svista grossolana e umiliante per gli abruzzesi, certo, ma soprattutto per gli italiani costretti a pagare un simile frutto dell’ingegno e della cooperazione una cifra spropositata. Qualcuno aveva anche tentato di farci credere, lo scorso settembre, con la conferenza nazionale del turismo a Montesilvano, che l'Abruzzo mare-monti-collina fosse ad una svolta: ospiti "prestigiosi", la stampa importante e internazionale, ministri, viceministri. Tutti lì a sfilare sorridenti vicino ai politici locali.
Ma sorge una domanda: i turisti, questi sconosciuti, dove sono? Come faranno ad arrivare qui?
Verrebbe da dire ai corregionali che magari sono saltati sulla sedia: “Sorridete, siete in Abruzzo” anche se non è propriamente uno scherzo di cattivo gusto.
E menomale che lo stesso assessore Paolini pochi mesi fa, in piena bufera ritardo per la presentazione del mega portale, aveva detto: «Puntare sulla qualità: ecco la strada del rilancio».
Ma forse anche la quantità di notizie non andava proprio trascurata. Fatto sta che se un turista straniero va su www.italia.it non arriverà mai in Abruzzo, almeno non per le vacanze estive.
Perché nella sezione "ricerca", un tedesco, uno scandinavo, un cinese, che decidesse di cercare una spiaggia non avrebbe nessuna indicazione di questa regione. (GUARDA ci vuole un pò di tempo per caricare la pagina).
Ma il lato sconcertante è un altro. Che l'Abruzzo affacci sul mare si vede a colpo d'occhio, ci mancherebbe altro. Ma il simbolino "I" che segnala la meta che vale la pena di visitare ci sta ben lontana. Che fine fanno le spiagge di Ortona, San Salvo, Vasto, San Vito Chietino, Roseto, Silvi che si spacciano sempre come fiore all'occhiello della regione?
Che fine fanno, soprattutto le richieste e i mille messaggi di aiuto della categoria dei balneatori che spesso (e forse a ragione) chiedono alle amministrazioni locali un supporto?
Altro che erosione delle coste, qui hanno fatto sparire chilometri e chilometri di spiaggia e di mare...
E se vale il detto "mal comune mezzo gaudio", forse possiamo tranquillizzarci perché la stessa sorte è toccata anche alle Marche, al Molise e alla Liguria. Quest'ultima avrebbe anche deciso di denunciare il sito per danno di immagine (leggi), ma qui in Abruzzo probabilmente non se ne sono accorti. Svegliateli, perché l'estate è alle porte...".
 
Continua la lettura direttamente sulla fonte

Tips: abruzzo, marketing territoriale

posted by Luca Propato | 26/03/2007 | Categoria: ADVistamenti | Comment (0)

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