Segnalo un articolo del sempre puntuale ed interessante
PrimaDanoi.it, quotidiano online dedicato alla mia regione, l'
Abruzzo, che avanza un'importante questione relativa al criticato portale
Italia.it.
"Il fantastico ed imperscrutabile mondo del marketing territoriale abruzzese l'ha fatta di nuovo grossa. Già, perché il più "prestigioso" sito di turismo Italia.it realizzato dal Governo, costato 45 milioni di euro (pieno di falle scoperte dagli internauti e spesso inaccessibile) si dimentica di dire che in Abruzzo si può venire a fare una vacanza al mare, distesi sulle nostre spiagge.
Meno male che il nostro assessore regionale al Turismo, Enrico Paolini, è coordinatore nazionale degli assessori per il turismo e ha partecipato in maniera molto attiva alla nascita di questo oggetto non bene identificato….
E qualcuno voleva farci credere che con la sua presenza nel mondo istituzionale "che conta" l'Abruzzo ne avrebbe avuto un ritorno di immagine.
E’ questa una mancanza gravissima, una svista grossolana e umiliante per gli abruzzesi, certo, ma soprattutto per gli italiani costretti a pagare un simile frutto dell’ingegno e della cooperazione una cifra spropositata. Qualcuno aveva anche tentato di farci credere, lo scorso settembre, con la conferenza nazionale del turismo a Montesilvano, che l'Abruzzo mare-monti-collina fosse ad una svolta: ospiti "prestigiosi", la stampa importante e internazionale, ministri, viceministri. Tutti lì a sfilare sorridenti vicino ai politici locali.
Ma sorge una domanda: i turisti, questi sconosciuti, dove sono? Come faranno ad arrivare qui?
Verrebbe da dire ai corregionali che magari sono saltati sulla sedia: “Sorridete, siete in Abruzzo” anche se non è propriamente uno scherzo di cattivo gusto.
E menomale che lo stesso assessore Paolini pochi mesi fa, in piena bufera ritardo per la presentazione del mega portale, aveva detto: «Puntare sulla qualità: ecco la strada del rilancio».
Ma forse anche la quantità di notizie non andava proprio trascurata. Fatto sta che se un turista straniero va su www.italia.it non arriverà mai in Abruzzo, almeno non per le vacanze estive.
Perché nella sezione "ricerca", un tedesco, uno scandinavo, un cinese, che decidesse di cercare una spiaggia non avrebbe nessuna indicazione di questa regione. (
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Ma il lato sconcertante è un altro. Che l'Abruzzo affacci sul mare si vede a colpo d'occhio, ci mancherebbe altro. Ma il simbolino "I" che segnala la meta che vale la pena di visitare ci sta ben lontana. Che fine fanno le spiagge di Ortona, San Salvo, Vasto, San Vito Chietino, Roseto, Silvi che si spacciano sempre come fiore all'occhiello della regione?
Che fine fanno, soprattutto le richieste e i mille messaggi di aiuto della categoria dei balneatori che spesso (e forse a ragione) chiedono alle amministrazioni locali un supporto?
Altro che erosione delle coste, qui hanno fatto sparire chilometri e chilometri di spiaggia e di mare...
E se vale il detto "mal comune mezzo gaudio", forse possiamo tranquillizzarci perché la stessa sorte è toccata anche alle Marche, al Molise e alla Liguria. Quest'ultima avrebbe anche deciso di denunciare il sito per danno di immagine (
leggi), ma qui in Abruzzo probabilmente non se ne sono accorti. Svegliateli, perché l'estate è alle porte...".
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