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Google: la super potenza del web
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Inauguro questo blog prendendo spunto da alcuni quesiti che mi vengono posti spesso dalle persone che mi contattano nell'ambito del mio mestiere, da colleghi e collaboratori, spesso anche di altre web agency, e da clienti: "Perchè il mio sito è così sceso su Google?", "Perchè il mio sito è scomparso da Google, Lei mi può aiutare?", o ancora "Cosa mi consigli per far salire il mio sito su Google?", e così via, fino a domande anche più complesse e relative a campagne di web marketing più avanzate.
Senza andare troppo nello specifico o fare commenti tecnici sul posizionamento dei siti web, quello che mi preme sottolineare è: in ogni domanda che ho citato, il tema ricorrente è uno, cioè Google. I miei colleghi, i miei clienti già acquisiti e potenziali, i miei amici, non si pongono più da quasi 2 anni il problema di far comparire il proprio sito web su Yahoo, su Msn, Virgilio, Arianna, nè di fare una ricerca su questi altri motori/portali. Esiste solo Google.
Rischio di essere banale tirando fuori il fatto che oltre la metà dei navigatori usa Google per effettuare una ricerca. Basta guardare le statistiche di tutti i siti che ho realizzato e posizionato sui motori di ricerca più importanti del mondo: essere nella prima pagina di Yahoo non è come essere nei primi 10 posti di Google. Il 70% dei visitatori arriva da Google, il restante 30% arriva da circa 10 motori di ricerca nazionali ed internazionali. 10 "entità" diverse raggiungono poco più di 1/3 delle ricerche effettuate su Google.
C'è Andrea Cappello che sul suo blog ha parlato del fatto che "l'attuale Google dipendenza deve far riflettere aziende, politici, specialisti. Un cambiamento di algoritmo che da un giorno all'altro cambia drasticamente le regole del gioco può essere causa di fallimenti di aziende e di perdita di investimenti anche ingenti da parte di aziende che si vedono costrette a non fare programmi troppo a lungo termine nel web a causa proprio del potere Google. In gioco non c'è solo la visibilità nel suo motore, ma anche la capacità di Google di controllare il mercato online e monitorare tutti i siti dei vari settori e le loro performance, individuando automaticamente i business più performanti e dirottando in essi i suoi cospicui budget. Qualcosa da sistemare in effetti, quindi, c'è.". Nei confronti di Google, ormai, va diffondendosi sempre più una sensazione di amore ed odio. Da un lato ci sono aziende e professionisti, webmaster dilettanti e semplici utenti che devono molto a Google, perchè, ogni giorno, fornisce risultati di ricerca abbastanza "attinenti", porta visibilità e nuovi clienti, genera introiti pubblicitari con AdSense, permette di fare pubblicità targettizzata con investimenti pubblicitari medio-bassi (rispetto ad altri media) con AdWords, regala e-mail da 2 Gygabyte (Gmail.com), ci fa vedere il mondo dal satellite con Google Earth, permette di aprire un blog in pochi secondi con blogger.com. La lista ovviamente non è esaustiva, ma può bastare. Dall'altro lato (odio) abbiamo un Google che accentra un enorme potere; così tanto da fare paura perchè se Google chiude la porta ad un sito web (per fortuna tale eventualità non è proprio casuale!), quello stesso sito è come se non esistesse più sulla faccia della Terra. Se Google fornisce come risultato di una ricerca un sito piuttosto che un altro può pilotare i gusti ed il modo di pensare delle persone, perchè queste ultime molto probabilmente non effettueranno la stessa ricerca su un altro motore o portale. E siccome anche Google non è perfetto, può sbagliare. E questo, purtroppo, dà un senso di precarietà ed insicurezza su come il web, che tutti desiderano democratico e libero (in ogni senso), si evolverà, perchè per adesso il padrone sembra essere uno soltanto, sempre di più.
posted by Luca Propato
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20/03/2006
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Motori di Ricerca
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Google e Yahoo: aggiornamento di indici ed algoritmi
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Google da svariate settimane ha incominciato, con Bigdaddy, il processo di aggiornamento della struttura software del suo framework e dei propri algoritmi di ricerca, in modo da poter garantire ai suoi utenti una maggiore qualità dei risultati, oltre a poter gestire in modo più giusto i redirect e la canonicalization. L'update di Bigdaddy, che ormai sembra procedere verso la conclusione, sarà fruibile per i vari data center entro questo fine settimana. Intanto Yahoo! incalza ed ha comunicato, tramite il suo blog, l'approssimarsi di un nuovo aggiornamento del suo indice, anch'esso finalizzato alla visualizzazione di migliori risultati di ricerca. Di seguito il comunicato: " We completed an index update over the weekend. As a result, you may see some changes in ranking as well as some shuffling of the pages that are included in the index. You might also be seeing a temporary spike in crawler activity. As these things go, all this should stabilize in the near future."
posted by Luca Propato
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29/03/2006
| Categoria:
Motori di Ricerca
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Il comportamento degli utenti dei motori di ricerca
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Due recenti studi hanno avuto per oggetto il comportamento degli utenti dei motori di ricerca. Il primo, condotto da Jupiter Research per conto di iProspect, ha rilevato che il 62% degli utenti clicca su un risultato della prima pagina dei risultati, mentre il 90% arriva a consultare le prime tre pagine. Uno studio simile, condotto nel 2002, stimava questi stessi comportamenti con percentuali rispettivamente pari al 48% e all’81%.
Questi risultati sollevano alcuni interrogativi:
Un altro studio, condotto in Gran Bretagna, aveva per obiettivo l’analisi del comportamento degli utenti Internet “esperti” nei confronti dei motori di ricerca. La maggioranza di essi utilizza Google, ma è da segnalare che solo il 24% ha dichiarato di rivolgersi ad un solo motore di ricerca. Un buon 20% ha l’abitudine di consultare anche più di 4 motori per le proprie ricerche.
Un 22% degli intervistati ha inoltre affermato di non fare particolare affidamento ai motori di ricerca come principale fonte di informazione perché spesso non ottengono quello che cercano. Sempre gli stessi utenti però sono consapevoli del fatto che spesso la ricerca viene effettuata con termini scorretti oppure su argomenti troppo di nicchia.
Valutando gli aspetti che spingono l’utente a cliccare un risultato piuttosto che un altro, il 43% afferma di ritenere importante il fatto che un risultato appaia in prima pagina, il 32% da maggior peso alla descrizione ed il 17% considera l’apparire al primo posto come il criterio più rilevante.
Fonte: Motoricerca.net, articolo di Tiziano Fogliata.
posted by Luca Propato
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11/04/2006
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Motori di Ricerca
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Sawafi: il primo motore di ricerca che parla arabo
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Grazie ad un progetto tedesco ed arabo, entro la fine dell'anno verrà lanciato un motore di ricerca interamente in lingua araba. Secondo alcuni analisti del settore, la novità potrebbe rivoluzionare un mercato finora dimenticato dai grandi della Rete, sviluppando nuovi business e soluzioni online mai esperiti prima. Il motore di ricerca si chiamerà ''Sawafi''.
Ha spiegato Hermann Havermann, managing director dell'azienda tedesca Seekport che si occupa dell'iniziativa: ''Sul mercato non c'è un motore di ricerca completo in arabo. Trovi motori di ricerca che in realtà sono ricerca di directory, non ricerche locali''.
L'obiettivo del progetto, presentato in anteprima a Riyadh insieme al partner saudita Integrated Technical Solutions, è molto chiaro e intende aprire internet agli utenti di lingua araba, finora relegati in un angolo della Rete. Sawafi spera di ottenere lo stesso successo di "Baidu", il motore di ricerca cinese che ha fatto registrare eccellenti risultati in un mercato con oltre 100 milioni di utenti.
posted by Luca Propato
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27/04/2006
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Motori di Ricerca
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Il blog in lingua italiana di Google AdSense
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E' online da un mese circa il blog in versione italiana di Google AdSense. Vengono pubblicati i medesimi articoli del blog ufficiale in inglese, tradotti, nella maggior parte dei casi, da Serena Martino (AdSense Publisher Support).
Di seguito alcune righe tratte dal primo post:
"Su queste pagine ti informeremo sulle ultime novità e sulle nuove funzioni di AdSense; troverai suggerimenti per l’ottimizzazione del tuo sito e piccoli accorgimenti che ti aiuteranno a incrementare i tuoi rendimenti; in più casi studio e aggiornamenti sui nuovi prodotti Google.
Troverai anche interventi da parte d’ingegneri, specialisti del prodotto, responsabili di marketing e rappresentanti dell’assistenza clienti AdSense, che sapranno aiutarti ad avere una migliore conoscenza di AdSense."
Questo è il link per raggiungere il blog in questione: http://it-adsense.blogspot.com/... uno strumento da tenere sempre sott'occhio per ottimizzare il proprio lavoro con AdSense.
Tips: google, adsense, blog
posted by Luca Propato
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19/02/2007
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Motori di Ricerca
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Google con sfondo nero: Blackle
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Qualche mese dopo la provocazione lanciata da EcoIron, blog dedicato all’analisi e studio della sostenibilità delle tecnologie IT, nasce Blackle (www.blackle.com), motore di ricerca con sfondo tutto nero, le cui SERP sono quelle di Google.com.
Il gestore del suddetto blog, Mark Ontkush, afferma che "le ricerche effettuate su Google ogni giorno sono 200 milioni, ipotizzando che la pagina del motore di ricerca e i risultati della serp vengano visualizzati per circa 10 secondi vuol dire che il bianco sfondo viene visualizzato per la durata di circa 550 ore giornaliere. Una pagina composta prevalentemente da pixel bianchi consuma 74 watt mentre una con pixel neri 54 watt. Il risparmio energetico accumulato dal passaggio dal consumo di una pagina bianca a una pagina nera può fare davvero la differenza".
Secondo questi calcoli il risparmio equivarrebbe a qualcosa come 750MWh all’anno. Quindi Blackle, realizzato dalla società austrialiana Heap Media, rappresenterebbe una risposta per consumare meno energia? Su Corriere.it si può leggere che: "A mettere però in discussione l’operazione nel suo complesso è stato un articolo del Wall Street Journal che ha dimostrato la quasi inutilità degli sfondi neri. I dati del Dipartimento di Energia e i calcoli di Onktush sono corretti ma non corrispondono alla dotazione hardware di oggi. Il risparmio dal bianco al nero si ha solo se si utilizzano i vecchi monitor, quelli col tubo catodico o Ctr, per i nuovi sottili e riposanti Lcd a cristalli liquidi i calcoli non tornano. Il giornalista del Wall Stree Journal ha infatti verificato l’attendibilità dei calcoli teorici e, affidandosi sempre al Dipertimento per l’Energia ha scoperto che per i monitor a cristalli liquidi i colori dello sfondo non fanno quasi alcuna differenza. E considerando che i monitor Lcd rappresentano ormai i tre quarti degli schermi in circolazione, l’iniziativa di Blackle rimare meritevole solo in termini di principio, come ammette lo stesso fondatore di Heap Media, sollecitato a commentare i dati energetici sui nuovi monitor: «Anche se il risparmio è inferiore alle attese l’atteggiamento è corretto, è dalle piccole attenzioni quotidiane che si deve iniziare». L’aspetto positivo della parziale smentita è che potremo fare a meno di rovinarci gli occhi a leggere testi bianchi su sfondi neri, non proprio l’ideale per la vista."
Tips: blackle, risparmio energetico, ecoiron
posted by Luca Propato
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30/07/2007
| Categoria:
Motori di Ricerca
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26/03/2007 -
Il mare in Abruzzo? Per Italia.it non esiste...
Segnalo un articolo del sempre puntuale ed interessante PrimaDaNoi.it, quotidiano online dedicato alla mia regione, l'Abruzzo, che avanza un'importante questione relativa al criticato portale ...
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21/02/2007 -
L'Italia del turismo ha un nuovo logo
Presentato oggi a Palazzo Chigi, dal premier Romano Prodi e dal Vicepremier e Ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli, un nuovo marchio per l'Italia al ...
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20/02/2007 -
Google sarebbe potuto nascere in Italia?
Su Business Online, Giorgio Soffiato risponde a questa domanda ''No. La risposta è categorica, almeno dal mio punto di vista...'' ed anche dal ...
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